Ti è mai capitato di guardare la tua sansevieria e pensare: “Ma com’è possibile, fino a ieri sembrava indistruttibile”? È proprio questo il suo trucco, ti fa credere che non abbia bisogno di nulla, poi un gesto fatto “per amore” può metterla seriamente in crisi.
Il segnale che molti ignorano: non è sete, è troppo amore
La sansevieria (la classica “lingua di suocera”) soffre più spesso per eccesso di annaffiature che per mancanza d’acqua. Il punto è che, quando il terreno resta umido a lungo, le radici non respirano, si indeboliscono e diventano terreno fertile per funghi e batteri. Il risultato tipico è il temuto marciume radicale.
E qui arriva l’inganno: foglie molli e piegate sembrano dire “dammi acqua”. In realtà spesso stanno dicendo l’opposto.
Sintomi: come capire se il problema è davvero l’acqua
Osserva la pianta con calma, come faresti con un amico che non sta bene. I segnali più comuni sono:
- Foglie molli o piegate, anche dopo aver annaffiato
- Macchie scure o gialle alla base delle foglie
- Base spugnosa o molle, a volte con odore sgradevole
- Crescita ferma, nessuna nuova foglia per settimane
Altre cause possono esistere, ma spesso sono “complici” dell’acqua in eccesso: terreno compatto, vaso senza fori di drenaggio, luce insufficiente, freddo prolungato o parassiti (come cocciniglie).
Perché succede: la sansevieria ragiona da pianta del deserto
La sansevieria conserva riserve e consuma acqua lentamente. Se la metti in poca luce o in un ambiente fresco, consuma ancora meno. Quindi il terriccio rimane bagnato, le radici sane (chiare e sode) iniziano a soffocare e le radici marce (scure e molli) prendono il sopravvento.
Due fattori peggiorano tutto:
- Terreno denso, che trattiene acqua come una spugna
- Vaso senza fori, che non permette mai un vero drenaggio
Il consiglio definitivo del giardiniere: la “cura d’urto” in 5 mosse
Se sospetti marciume, non rimandare. La sansevieria si salva spesso, ma serve decisione.
Estrai la pianta dal vaso
Togli il terriccio bagnato con delicatezza e guarda le radici.Taglia il marcio senza pietà (ma con precisione)
Con forbici sterilizzate elimina tutte le radici scure, molli o maleodoranti. Tieni solo quelle chiare e sode.Lascia asciugare 24-48 ore all’aria
Sembra strano, ma è fondamentale. La pianta deve “cicatrizzare”.Rinvasa in un composto leggero
Scegli un vaso con fori e usa un terreno drenante, meglio se alleggerito con materiali come perlite o sabbia. L’obiettivo è uno: niente ristagni.Riparti con annaffiature intelligenti
Annaffia solo quando il terriccio è completamente asciutto in profondità. In inverno, ancora meno.
Dove metterla dopo il salvataggio
La posizione è un “acceleratore” di guarigione. Punta a luce indiretta intensa, per esempio vicino a una finestra con tenda. Evita:
- sole diretto forte (soprattutto estivo)
- correnti fredde e temperature basse prolungate
E se il marciume è grave? La via di fuga: talee
Se la base è compromessa ma hai foglie ancora sane, puoi tentare la propagazione:
- taglia una foglia sana in porzioni
- lasciale asciugare circa 1 giorno
- piantale in terriccio leggero appena umido (non fradicio)
Serve pazienza, ma spesso è il modo più sicuro per “salvare” la pianta, anche quando la pianta madre non ce la fa.
Mini check finale: la regola d’oro
Se vuoi una frase da ricordare: meglio poca acqua che troppa. La sansevieria perdona la dimenticanza, quasi mai perdona il ristagno. E quando inizi a rispettare i suoi tempi, torna davvero quella pianta solida, elegante e sorprendentemente resistente che ti aveva fatto innamorare.




