Non piantare questi alberi vicino casa: ecco quali possono causare problemi alle fondamenta

C’è un momento, quando scegli un albero per il giardino, in cui immagini ombra, frescura e magari un po’ di privacy. Poi, anni dopo, ti ritrovi a guardare una crepa sul muro e ti chiedi, quasi incredulo, “ma può essere colpa di quell’albero?”. Sì, può. E spesso la storia inizia molto prima che i danni diventino visibili.

Perché alcune radici diventano un problema serio

Le radici non “attaccano” la casa per cattiveria, cercano acqua e nutrienti. Se il terreno vicino alle fondamenta è più umido (per irrigazione, perdite, drenaggi) o più “ricco”, le radici si orientano lì. Il punto critico è che possono:

  • insinuarsi in microfessure già presenti e ampliarle col tempo
  • prosciugare il suolo sotto le fondazioni, soprattutto su terreni argillosi, che si ritirano quando perdono acqua e poi si rigonfiano con le piogge
  • esercitare pressione su muretti, pavimentazioni, tubazioni e canalizzazioni

La cosa ingannevole è la lentezza: spesso i danni emergono dopo 5-10 anni dalla piantumazione, quando l’albero è ormai “adulto” e le radici hanno fatto il loro lavoro invisibile.

Gli alberi da non piantare vicino casa (o da tenere lontanissimi)

Qui non si tratta di demonizzare le specie, molte sono splendide. Ma vicino a fondazioni, marciapiedi e tubazioni, alcune sono notoriamente più rischiose per radici invasive o per l’enorme richiesta d’acqua.

  • Salice piangente: assetato, rapido, con radici che inseguono l’umidità e possono arrivare a tubature e drenaggi.
  • Frassino: cresce veloce e sviluppa un apparato radicale importante, delicato su terreni che si muovono (come gli argillosi).
  • Platano: radici estese, spesso molto superficiali, capaci di sollevare pavimentazioni e cercare umidità a distanza.
  • Cerro: quercia robusta, con radici forti che possono alterare l’equilibrio del terreno vicino alle strutture.
  • Bagolaro (Celtis australis): resistente e amato in città, ma con radici che possono spingersi lontano e infilarsi dove trovano spazio.
  • Eucalipto: crescita accelerata e forte consumo d’acqua, può seccare il suolo e favorire assestamenti irregolari.
  • Ficus: in climi miti diventa potentissimo, con radici sotterranee (e talvolta aeree) che sollevano pavimenti e interferiscono con tubazioni.
  • Pini: radici spesso più laterali e superficiali, il classico scenario è il cortile che si crepa e si deforma.
  • Faggio: apparato radicale ampio, in cerca di umidità, può diventare invadente se la distanza è ridotta.

Se ti piace ragionare per immagini, pensa alle radici come a una rete che si espande seguendo le opportunità. Non è raro che la “zona interessante” sia proprio quella vicino casa.

Distanze: la regola pratica che evita guai

La domanda che tutti fanno è: “A quanti metri lo posso piantare?”. La risposta dipende da specie, terreno e dimensione prevista, ma una regola prudente è:

  • almeno 10-15 metri dalle strutture per le specie più vigorose
  • più distanza se il suolo è argilloso o se la casa è datata e con fondazioni meno profonde

Ecco una mini-scheda utile per orientarti:

Tipo di rischioCosa succedeDove lo noti prima
Prosciugamento del terrenoritiro del suolo, cedimenticrepe diagonali, pavimenti inclinati
Pressione/sollevamentospinta su pavimentazionicortili, vialetti, muretti
Infiltrazione in fessureampliamento di crepe esistentifondazioni, muri perimetrali
Danni a tubazioniradici attratte dall’umiditàscarichi lenti, perdite, ristagni

I segnali che non dovresti ignorare

Alcuni campanelli d’allarme sembrano banali, ma messi insieme raccontano molto:

  1. crepe che aumentano nel tempo (soprattutto diagonali)
  2. porte e finestre che non chiudono più bene
  3. pavimenti che diventano irregolari o “a conca”
  4. avvallamenti in giardino vicino ai muri, oppure rialzi improvvisi di piastrelle

Se compaiono, conviene far valutare la situazione da un tecnico, anche perché intervenire presto costa quasi sempre meno.

Cosa fare se l’albero è già lì

Non è detto che l’unica soluzione sia tagliare tutto. Le opzioni, da valutare caso per caso, includono:

  • per alberi giovani, barriere antiradice o gestione mirata delle radici
  • controllo dell’umidità, drenaggi corretti, evitare irrigazioni “a bordo muro”
  • per cedimenti, interventi come micropali o resine espandenti sotto le fondazioni

E se l’albero è pubblico e i danni sono documentabili, in Italia esistono anche pronunce che riconoscono la possibilità di chiedere un risarcimento all’ente responsabile.

La conclusione, chiara e concreta

Il punto non è rinunciare agli alberi, anzi. È scegliere bene e rispettare le distanze: alcune specie, per loro natura, hanno radici che possono interagire con le strutture e con il suolo in modo problematico, soprattutto in presenza di terreni argillosi e vecchie fondazioni. Se vuoi ombra senza pensieri, orientati su varietà con radici meno aggressive e considera sempre una consulenza quando la piantumazione è vicina a casa, la prevenzione è l’investimento più intelligente.

E se ti stai chiedendo perché il terreno “si muove” così tanto, la parola chiave è argilla, piccola, comune, e sorprendentemente decisiva per la stabilità di una casa.

Redazione UP Solution

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