C’è un momento, davanti a un ulivo, in cui ti viene da pensare: “Sto facendo la cosa giusta o sto solo tagliando a caso?”. Se ti è capitato, sei in ottima compagnia. La verità è che la potatura non è una magia che raddoppia automaticamente la produzione, però una tecnica corretta può davvero massimizzare la fruttificazione, anno dopo anno, con un ulivo più sano, più arieggiato e più facile da gestire.
La promessa vera: non “raddoppiare”, ma produrre meglio (e più stabilmente)
L’ulivo fruttifica bene quando la chioma riceve luce in modo uniforme, quando c’è un buon ricambio d’aria e quando la pianta non spreca energie in legno inutile. Qui sta il punto: la potatura serve a bilanciare crescita vegetativa e produttiva, evitando alternanze pesanti (un anno tanto, un anno poco).
Il “trucco definitivo”, se vogliamo chiamarlo così, è smettere di inseguire la quantità di tagli e iniziare a costruire una struttura che lavora per te.
Il periodo ideale: quando il taglio aiuta, non stressa
La potatura principale, quella che fa davvero la differenza, è la potatura secca a fine inverno, in riposo vegetativo.
Finestra consigliata: gennaio-marzo, dopo la raccolta e dopo le gelate più rischiose, ma prima della fioritura.
Se anticipi troppo (tra novembre e inizio inverno) puoi stimolare risvegli precoci, se arrivi tardi puoi deprimere la produzione o interferire con la fase riproduttiva.
E in estate?
In estate si fa poco, e questa è già una buona notizia. Si interviene solo per togliere:
- succhioni, rami verticali vigorosi che spuntano sul dorso delle branche
- polloni, getti basali che partono dal piede
Tutto il resto, meglio rimandarlo alla potatura secca.
Il vaso policonico: la forma che “accende” la chioma
Tra le tecniche più efficaci e oggi più consigliate, il vaso policonico è quella che spesso cambia davvero il gioco, perché porta luce dove prima c’era ombra e mette ordine senza trasformare l’ulivo in un cespuglio ingestibile.
L’idea è semplice da visualizzare: invece di una chioma chiusa e pesante, costruisci 3-4 branche principali che formano più coni, come una “corona” aperta. L’altezza si contiene, idealmente entro 4-5 metri, così lavori meglio e la pianta distribuisce energia in modo più produttivo.
Un riferimento utile per capire la logica delle forme di allevamento è la potatura, perché chiarisce il perché dei tagli, non solo il come.
Perché funziona
- più illuminazione interna, quindi più gemme a fiore fertili
- meno umidità stagnante, quindi maggiore sanità della chioma
- meno legno “a mantenimento”, più energia per olive
Come potare: sequenza pratica che evita errori
Qui è dove molti si perdono: partire dai rametti e finire per non vedere più la pianta. Nel vaso policonico la sequenza è quasi una regola d’oro.
Prima i tagli grossi
Rimuovi subito le branche inutili o mal posizionate. Solo dopo passi allo sfoltimento interno, quando la struttura è chiara.Apri varchi di luce
L’obiettivo è vedere “aria” dentro la chioma, non un muro verde. Alleggerisci l’interno, senza svuotare brutalmente.Tagli di ritorno per contenere
Per mantenere l’altezza entro 4-5 m, usa il taglio di ritorno sulle branche, così rinnovi e non spunti a caso.Elimina succhioni e polloni
Sono ladri di energia, e spesso la ragione per cui un ulivo “fa legno e poca oliva”.
Dettagli che sembrano piccoli, ma contano molto
- Non rasare i tagli: lascia circa 2 cm dal colletto, aiuta cicatrizzazione e flussi linfatici.
- Su piante problematiche, valuta mastice e disinfezione con prodotti a base di rame, e gestisci i residui con attenzione.
- Meglio un seghetto su asta e movimenti sicuri che arrampicate improvvisate.
Gli errori più comuni che abbassano la resa
- Sforbicciacchiamento minuto: tanti tagli piccoli confondono la forma e fanno perdere tempo. Meglio pochi tagli decisi.
- Potare durante gelate o in piena fase produttiva, stressa e può ridurre la resa.
- Lasciare una struttura troppo legnosa, aumenta ombra e manutenzione, riduce fruttificazione.
In sintesi: il “trucco” è una chioma semplice, luminosa e rinnovata
Se vuoi risultati reali, pensa al vaso policonico come a una strategia: struttura chiara, luce dentro, rinnovo annuale e tagli fatti nel momento giusto. Non promette miracoli, però mette l’ulivo nelle condizioni migliori per produrre bene e con più regolarità. E quando la pianta “respira”, spesso te ne accorgi già dalla primavera successiva.




