Ti è mai capitato di guardare il tuo ulivo in primavera, aspettarti una nuvola di fiori e invece trovare solo foglie, oppure tanti fiorellini che poi spariscono senza lasciare nemmeno un’oliva? Succede più spesso di quanto si dica, e la cosa sorprendente è che, nella maggior parte dei casi, non è “sfortuna”, ma un dettaglio molto concreto che blocca tutto.
L’errore più comune: potare nel modo sbagliato (e nel momento sbagliato)
Se dovessi scegliere un solo colpevole, punterei sulla potatura errata. L’ulivo fruttifica soprattutto sui rametti dell’anno precedente, quelli che portano le gemme che in primavera diventano fiori. Quando si taglia “per pulire” senza criterio, o si interviene in primavera-estate, si rischia di eliminare proprio i rami con le gemme a fiore già differenziate.
Il risultato è semplice e spietato: pochi fiori, quindi poca o zero produzione.
Come riconoscerlo al volo
- In primavera vedi poche mignole (le infiorescenze), anche se la pianta sembra vigorosa.
- La chioma è molto “ordinata” ma anche un po’ spoglia nei punti giusti.
- L’anno scorso hai potato “tanto”, magari per abbassare o ringiovanire.
La correzione più efficace
- Preferisci una potatura conservativa in inverno, evitando tagli drastici.
- Punta su luce e aria, sì, ma senza “svuotare” la pianta: l’ulivo non ama le estremizzazioni.
- Se devi riformare la chioma, fallo in più anni, così non azzeri la fioritura in una stagione sola.
L’altro blocco silenzioso: la carenza di boro
Qui la scena cambia: l’ulivo magari fiorisce, anche bene, però poi i fiori cadono e le olive non si formano. In questi casi entra spesso in gioco la nutrizione, e un microelemento in particolare fa la differenza: il boro.
Questo elemento è coinvolto in passaggi delicati come germinazione del polline e allegagione (cioè il momento in cui il fiore “diventa” frutto). Se manca, la pianta può partire bene e poi “mollare” proprio sul più bello.
Indizi tipici
- Tanti fiori, poi caduta evidente.
- Allegagione bassa anche in annate con meteo decente.
- Terreni molto calcarei o molto poveri, dove i microelementi si rendono meno disponibili.
Attenzione a un falso amico: troppo azoto
Un eccesso di azoto può rendere l’ulivo bellissimo a vedersi, pieno di vegetazione, ma meno incline a fiorire e allegare. Foglie a volontà, olive poche. L’ideale è una concimazione equilibrata, eventualmente con prodotti che includano microelementi, senza improvvisare dosi “a sentimento”.
Quando i fiori ci sono, ma le olive no: impollinazione e meteo
A volte l’ulivo fa il suo dovere, ma l’ambiente non collabora. Alcune varietà sono autosterili o poco autofertili, quindi hanno bisogno di un impollinatore vicino. E anche con le varietà giuste, vento scarso, umidità alta o un freddo tardivo tra marzo e maggio possono disturbare la fecondazione.
C’è un trucco di osservazione che trovo utilissimo: se vedi tanti fiori ma zero frutti, pensa prima a impollinazione, boro, stress idrico.
Diagnosi rapida: sintomo, causa, prima mossa
| Sintomo | Causa probabile | Prima azione consigliata |
|---|---|---|
| Pochi fiori | Potatura errata, poca luce, troppo azoto | Potatura leggera, più sole, bilanciare N |
| Fiori che cadono | Carenza di boro, stress idrico | Integrare microelementi, regolare irrigazione |
| Tanti fiori, zero olive | Impollinazione insufficiente, meteo sfavorevole | Verificare impollinatori, valutare esposizione e freddi |
| Produzione alternata | Carica eccessiva dell’anno prima | Raccolta tempestiva, gestione equilibrata di potatura e nutrizione |
Il caso “anno sì, anno no”: alternanza di produzione
Infine c’è l’alternanza: un anno l’ulivo produce tanto, l’anno dopo quasi niente. Spesso c’entrano raccolte tardive, stress, oppure una stagione precedente troppo “carica” che ha consumato risorse. Qui vince la costanza: potatura regolare, nutrizione senza eccessi e, se serve, irrigazione nei momenti critici.
Il punto chiave che sblocca tutto
Se il tuo ulivo non produce, il primo controllo da fare è questo: in primavera hai pochi fiori oppure tanti fiori che non diventano olive? Nel primo caso, quasi sempre la mano è andata troppo pesante con la potatura. Nel secondo, spesso è una combinazione di boro, impollinazione e condizioni meteo. Se vuoi essere davvero preciso, un’analisi del suolo e un parere su varietà e impollinatori possono togliere ogni dubbio, e trasformare una pianta “muta” in un ulivo finalmente generoso.




